Risponde l'esperto Domenico Inzerillo: Le Mignonettes

Scrive Luisa da Genova “Il giorno di ferragosto sono andata al mercatino antiquario di Ceva che ho trovato bellissimo. Un venditore di attrezzi agricoli mi ha proposto le due bamboline di cui mando le jpg (foto 1 e 2) che aveva ritirato in una vecchia villa dell’Appennino ligure. Le dimensioni sono, per tutte e due, sugli 11,5 cm; la bambina con il nastro ha un marchio quadrato sotto i piedi e la negretta ha un abitino di pelle molto sottile senza marchi sul corpo. Mi piacerebbe conoscere il fabbricante e la valutazione”.

Gentile Luisa, di solito il mercato più bello è quello in cui si trova qualcosa che cerchiamo oppure, secondo il ruolo, dove si è venduto molto. E’ quindi molto fallace fidarsi delle opinioni di conoscenti che magnificano un determinato mercato probabilmente sulla sola base della momentanea soddisfazione personale. Detto questo comunque il mercatino di ferragosto a Ceva è veramente un bel mercato che complice l’assenza di altri mercati in quella giornata raggruppa un bel numero di venditori e di collezionisti.

Complimenti per i suoi ritrovamenti, si tratta di mignonnettes di notevole rarità ambedue tedesche. La prima (foto 1) è stata fabbricata da Gebrüder Heubach tra il 1910 e il 1914 (periodo in cui è stato usato il marchio quadrato) e riprende un modello molto famoso dei fratelli Heubach la Coquette.

Il modello rappresenta, con una notevole varietà di versioni, una ragazzina con un nastro fra i capelli e le mani aperte rivolte verso l’esterno. I modelli conosciuti sono interamente in biscuit con dimensioni intorno ai 20 cm. Gebrüder Heubach (da non confondere con Heubach Koppelsdorf cognato di Armand Marseille) è una fabbrica della Turingia che risale addirittura al 1820 e si è sempre distinta per l’elevata qualità della sua produzione quanto a bellezza ed espressività del modellato di bambole e statuine.

Purtroppo il corpo interamente in biscuit della coquette, e quindi di facile rottura, ha ridotto notevolmente la quantità di esemplari che ci sono giunti (foto 3 alcune tipologie). La mignonnette di Luisa è stata prodotta in numeri molto più limitati e la dimensione più contenuta la ha protetta dalle rotture. Oltre all’aspetto e al marchio un modo sicuro per riconoscere i prodotti Gebrüder Heubach sono gli occhi a “intaglio” dove l’effetto di profondità non è dato dalla sola pittura ma anche dal modellato.

La seconda bambolina (foto 2) è ancora più rara, si tratta di una morettina fabbricata da Kestner intorno a fine ‘800. I collezionisti sanno che in generale le bambole di colore sono abbastanza rare, nel caso delle mignonnettes sono in pratica introvabili.

La trouvaille di Luisa ha una buona dimensione e uno stato conservazione discreto, noto alcune decolorazioni purtroppo comuni sul biscuit dipinto di scuro. Il vestito colorato è fatto di nappa, una pelle sottilissima usata all’epoca per guanti da signora e a volte per camice.

I fabbricanti di mignonnettes di colore sono essenzialmente tedeschi, (in foto 4 alcuni esemplari); solo le bamboline di piccola dimensione orienta

li sono più rare (in foto 5 un’orientale Kestner di 5 cm).

La valutazione delle mignonnettes non è proporzionale alla loro altezza, e in generale sono piuttosto care. Per la piccola Gebrüder Heubach la valutazione di mercato è tra 400 e 500 € per la Kestner moretta 600 e 800 €.

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Risponde l'esperto Domenico inzerillo

Buon giorno.volevo sapere il valore di una ceramica lenci...madonna  

con bambino..l'autore e' comazzi...dovrebbe essere anni 30...

grazie 

Cordiali saluti

Luigi Florio

 

Gentile sig. Florio

Il reperto è una piastra in ceramica ad altorilievo presente nel catalogo delle ceramiche Lenci al n. 474 con dimensioni cm. 24 per 19 (foto 1).

Si tratta di un’opera dello scultore Luigi Comazzi scomparso nel 1983 a Savigliano. L’artista si forma nel milieu culturale e artistico dell’Accademia di Belle Arti a Torino negli anni ’30; le sue opere risentono del futurismo, Marino Marini fu uno dei suoi insegnanti, e del cubismo. Produrrà anche numerosi ritratti ed esempi di arte funeraria in bronzo e marmo. In gioventù, negli anni trenta, per conto della Lenci, sviluppa alcuni soggetti religiosi.

Il soggetto è abbastanza aderente all’iconografia tradizionale, se ne distacca per l’uso di elementi decorativi come il maglione tirolese decorato con alberi e cervi della madonna e il maglione decorato con alberi e ochette del bambino. La scena rappresentata appartiene alla tradizione cristiana della “Madonna della rondine”, la rondine è simbolo della resurrezione per il suo continuo ritorno primaverile che porta al risveglio di tutta la natura.

Il ciclo di produzione delle ceramiche prevede che sulla base dei modelli di gesso, prodotti dagli artisti, siano stampate le ceramiche poi decorate da artigiani specializzati e quindi passate al forno. Nel caso della Lenci la storia ci ha lasciato traccia di questo raffinati operatori che spesso erano artisti non solo artigiani. Il costume in uso era di contrassegnare con la propria sigla in ogni pezzo prodotto.

Nel caso della piastra in esame la sigla (foto 2) è di Guido Cappati che ha lavorato come decoratore per la Lenci dal 1933 al 1940. L’opera è quindi ascrivibile a questo periodo; è stata prodotta con alcune varianti di colore che riguardano i capelli dei soggetti rappresentati e lo sfondo.

Le ceramiche a carattere religioso sono state prodotte in grande quantità dalla Lenci per la loro facilità di vendita. Questa caratteristica si è conservata e il soggetto in esame continua a essere abbastanza facile da vendere; la valutazione di mercato oscilla fra 800 e 1.000 euro secondo lo stato e in assenza di restauri.

 

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Risponde l'esperto Bruno Libero Boracco

Salve
sono Francesco di Milano, volevo avere informazioni su questa automobile giocattolo, credo degli anni Sessanta.
Sono mesi che provo a cercare su internet esemplari simili, ma non ne trovo.
Le dimensioni sono 47 x 23 , e come caratteristiche ha il cofano porta torcioni che servirebbe ad alimentare la luce anteriore e un selettore manuale sul lato sinistro che serve ad impostare la direzione delle ruote anteriori.

Sotto c'è scritto: 
                611-23
REMCO INDUSTRIES INC
           NEWARK 7 NJ
           MADE IN USA
           PATENT NO
  2764748          2465446
    OTHERS  PENDING

Cordiali Saluti

 

Buongiorno Francesco

Per quanto riguarda l'azienda che ha riprodotto il modello in scala che riproduce vagamente una olandese Spyker (valutazione sui 90-100 euro) degli inizi del Novecento ho queste notizie.

La Remco Industries di Harrington, New Jersey, era un fabbricante di giocattoli, specialmente bambole e navi spaziali. Fra gli altri vi sono stati anche veicoli, molti con motorino elettrico a batteria, fra i quali si conosce una vettura da corsa tipo Indianapolis con vistosa pinnatura nella parte posteriore. Su commessa della Shell, che usava il modello come omaggio nelle sue stazioni di servizio, venne prodotta anche una grossa vettura d’epoca, con un radiatore rotondo che era ispirato a quello della olandese Spyker del 1907-09. Questo giocattolo aveva un motore a batteria ed aveva parti realizzate in lamierino. Nel 1965 mise in commercio almeno tre playset che riproducevano quartieri cittadini, ciascuno corredato di modellini in scala 1/87 che erano copie di modelli Revell in scala H0 prodotti nel 1962 per il Gruppo Chrysler. Ad essi si accompagnava qualche autocarro (ad esempio un’autopompa dei vigili del fuoco) in scala più piccola. Nel 1996-98 la casa americana mise in commercio alcuni modelli in scala 1/18, nella serie «Steel Tec», che aveva una curiosità: carrozzerie in plastica e pressofusione, e telai in acciaio costruiti con la tecnica delle costruzioni meccano. Ciascun modello era composto da circa 200 parti (includendo però anche le viti e i bulloncini), e aveva i fari elettrici. Si conoscono una Chevrolet Corvette 1957 e una Ford Mustang GT 1993.

Cordialmente

Bruno Libero Boracco

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Risponde l'esperto Bruno Libero Boracco

Buongiorno sono Andrea di Bolzano e colgo l'occasione della vostra gentilezza per chiedere un'altra valutazione di una vettura Alfa Romeo della REEL della quale veramente so poco.

Come sempre grazie di tutto

Andrea

 

 

 

Buongiorno Andrea,

L'Alfa Romeo 33 da corsa in  scala grande della REEL potrebbe valere dai 40 ai 50 euro.

Distinti saluti

Bruno Libero Boracco

 

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Risponde l'esperto Domenico Inzerillo

Vorrei avere la valutazione di mercato di una statuina Lenci, Torino, firmata R o H e S.

E' una giapponesina nuda in piedi su un cassettino, h cm 45,l.cm 17

Dal vaso davanti alla base fronte statuina si estrae un cassettino. Non ho con me la foto della firma : oltre a Lenci, Torino, la sigla riportata potrebbe essere R S, H S o A S. 

cordiali saluti 

Giovanna Marzano

 

 

Buongiorno Signora Marzano

La statuina orientale è una Lenci prodotta nel 1930-31 e commercializzata nel catalogo delle ceramiche Lenci del 1930 (foto 1) al n 349 con il nome di Liu-Tu (foto 2). Le dimensioni riportate a catalogo sono cm. 43x14.

Si tratta di un’opera di Elena Konig Scavini (1886-1974) ovvero della Signora Lenci. Oltre ad essere la creatrice delle bambole lenci (fabbrica fondata assieme al marito Enrico Scavini) Elena Konig dal 1929 avviò la produzione di ceramiche coinvolgendo numerosi artisti quali Sturani, Vacchetti, Tosalli.

Fu lei stessa un’ottima scultrice con una predilezione per il nudo femminile espresso sempre con corpi efebici e longilinei senza l’accesa sensualità che caratterizza spesso le opere di Vacchetti.

Artista multiforme ebbe sempre un debole per i personaggi orientali che rappresentò in numerose bambole e alcune ceramiche.

Il soggetto è una fanciulla orientale con un’elaborata acconciatura, ritta su di un piedistallo quadrato al quale sono saldati alcuni piccoli vasetti. La postura e l’acconciatura ricordano, senza il kimono, una bambola orientale del catalogo del 1927 al numero 559 Butterfly

(foto 3). Per la signora Lenci questa è una vecchia abitudine molti modelli sono stati creati come bambole e in seguito riproposti come ceramiche sfruttando la diversa resa plastica della materia.

La sigla che la lettrice non riesce a leggere bene
è E S (ovviamente Elena Scavini)

E’ un modello non molto comune e abbastanza ricercato, la valutazione sul mercato e fra 2.500 e 3.000 euro secondo lo stato e in assenza di restauri.

 

 

 

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Risponde l'esperto Domenico Inzerillo

Buongiorno, sono Andrea di Bolzano e possiedo alcuni giocattoli di latta degli anni '70 e gradirei poter avere una effettiva valutazione degli oggetti, ringrazio di una eventuale Vostra risposta.

 

Buongiorno Andrea,

Si tratta di prodotti degli anni Settanta non particolarmente pregiati. Il carro armato può raggiungere i 300 euro e le piste 200 euro ciascuna. Se il lettore vuole venderli, consiglio la Borsa Scambio sui giocattoli di Novegro.
 
Cordiali saluti

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Risponde l'esperto Enrico Maltoni

Buongiorno volevo alcune informazioni in merito a una macchina da caffè San Marco è molto vecchia risulta tra le prime a leva di un gruppo fabbricate a Udine, volevo sapere dove potevate indirizzarmi per valutarla ed eventualmente venderla, grazie e a presto.

Loris Zanini

 

Egregio sig. Zanini,

la macchina in suo possesso è una La San Marco prodotta dopo il 1956 circa fino al 1960. Questo modello è stato prodotto in migliaia di unità non è da considerarsi raro come il modello prodotto dalla La San Marco dal 1920 al 1952 molto richiesti e di grande valore.

Lo stato di conservazione delle cromature è originale, in questo caso la valutazione parte da un minimo di 1000 euro ad un massimo, se la macchina è funzionante, di 2000 euro.

Cordialità


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Risponde l'esperto Simone Bardazzi

Gentile Sig, Bardazzi,

sono Fabio di Padova...ho visto che lei ha recensito all'interno dell'Angolo del Collezionista molti LP di avanguardia Italiana...sono ormai all ricerca da piu di 20 anni dell'LP di Lino Capra Vaccina - Antico Adagio...ma nessuno mi ha mai saputo aiutare...gentilmente potrebbe aiutarmi, magari lei ha ancora dei buoni contatti per poter trovare questo vecchio LP...??

per ora la saluto e la ringrazio in anticipo...

Fabio

 

 

Salve Fabio,

non ho a disposizione alcun contatto italiano circa l'album di Lino Capra Vaccina. Le consiglio di tenere d'occhio uno fra i più grandi siti internazionali di vendita di album/cd usati che ci siano al momento: www.discogs.com. Alcune copie sono state vendute e tracciate dal sito, quindi è possibile che ne capitino altre. Al momento non sembra ci siano ristampe in fieri, quindi rimane soltanto l'ardua ricerca del vinile, probabilmente a caro prezzo.

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Risponde l'esperto Domenico Inzerillo

Marta al mercato dell’alzaia Naviglio Grande mi mostra una bambola portapigiama di panno assieme a una di quelle piccole teste di panno con attaccati dei calendari sovente spacciate per Lenci. Scartatala la testina, mi concentro sulla bambola che invece Lenci lo è proprio. Cosa c’entra un portapigiama con le bambole Lenci?

La signora Elena Koenig Scavini (Madame Lenci) era un talento multiforme che espresse la sua creatività nell’ideazione e costruzione di bambole, pupazzi, giocattoli di legno, ceramiche, vestiti per bambini e adulti, cappelli, mobili, e accessori. In tutte queste creazioni portava una capacità di mescolare ironia e tenerezza con un design morbidamente perfetto, coloratissimo e decorato ma mai sovrabbondante.

Alla fine degli anni Venti, Lenci pubblica un catalogo di moda che testimonia l’attività della casa nel campo dell’abbigliamento, attività più volte riproposta fino a un catalogo di minigonne presentato dai successori Garella negli anni Settanta.

Negli anni Trenta piroscafi italiani fra i quali il Conte di Biancamano dedicato alla rotta Genova New York avevano le camere per i bambini completamente arredate dalla Lenci: mobili, soprammobili e perfino le tende.

Non stupisce quindi che abbia prodotto accessori quali un portapigiama che, anche in questa funzione, ha la forma di una bambola.

Veniamo alla bambola in questione è alta 44 cm e rappresenta una bambina vestita completamente di varie tonalità di rosa con sei grandi rose appuntate alle falde dell’abito. La sottoveste cucita al bordo dell’abito costituisce il sacco porta pigiama al quale si acceda da un’apertura sul retro dell’abito. La testa, molto carina è circondata da un collare di stami e petali rosa e porta una cuffia da elfo alla quale è cucito il classico gancio Lenci per appendere la bambola.

Le gambe sono attaccate al fondo del sacco e le scarpe rosa sono anch’esse decorate con due piccole rose. Le mani sporgono dal vestito e hanno la caratteristica saldatura fra medio e anulare di quasi tutte le bambole Lenci.

La datazione è incerta poiché il reperto non è presente in nessun catalogo Lenci conosciuto, si tratta di una produzione di nicchia probabilmente venduta direttamente nel negozio Lenci di Torino alla fine degli anni Venti. Anche le altre caratteristiche di lavorazione e l’assenza di economie che hanno caratterizzato i periodi successivi puntano a questa cronologia. Non si trovano molti oggetti di questo tipo perché la produzione è stata molto limitata. Si tratta di un reperto raro che non è una bambola, ma è un buon completamento per qualsiasi collezione di bambole Lenci. La valutazione di mercato in queste condizioni è tra 800 e 1000 euro.

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Risponde l'esperto Ermanno Dalla Villa

 

 

Un lettore del Curioso ci propone l’immagine di un contenitore trovato tra gli effetti personali di una sua lontana parente e ci chiede lumi sulla sua origine.

Risponde il nostro esperto:

 

L'esemplare è un talco (talco borato ai fiori) della Casa di Profumo Kofler di Padova prodotto negli anni 1940 e distribuito ancora negli anni 1950.

La confezione è in plastica e il modello da 1/4 (così pare essere l'esemplare dalla foto)  nel 1949 costava 225 lire (al privato).

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Risponde l'esperto Silvano Pasquali

Una serie semiufficiale

 

7 Dicembre 1945, quarto Centenario del Concilio di Trento (1545 – 1945). Francobolli della serie Democratica – Sovrastampa tipografica in nero o in rosso (tiratura 500 serie).

Questa serie fu emessa a suo tempo con regolare autorizzazione del Comando Alleato (vedi allegato). Il Ministero delle PP.TT. ne ordinava successivamente la distruzione, reclamando la propria competenza in materia di autorizzazioni.

 

Ciononostante parte di questa emissione fu regolarmente utilizzata per affrancatura di corrispondenza che ebbe normale corso.
Essendo gran parte della tiratura distrutta, le serie complete rimaste sono assai rare.

Sono stati sovrastampati i seguenti valori della serie Democratica: 10c – 20c – 40c – 60c – 80c – 1 lira – 1,20 lire – 3 lire – 5 lire – 10 lire – 20 lire – 25 lire – 50 lire - oltre a L 1 - L 2 -  L 3,20 – L 5 e L 10 di Posta Aerea e L 5 e L 10 Espressi.

 

NB. Tutti i valori avevano un sovrapprezzo eguale a quello del valore originale.

Bibliografia: Catalogo Enciclopedico Italiano 2005 – Luogotenenza – p. 155.

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Risponde l'esperto Domenico Inzerillo

Marco incontrato ad Arezzo successivamente mi scrive:

“Mi hanno offerto una natività in panno che dicono di Lenci. Si tratta di una madonna assisa con il bambino in braccio, un grande velo e un’aureola. Non ho potuto analizzarla da vicino o fotografarla. La richiesta è molto alta, ho dubbi e non so datarla. Sono abituato alle madonne Lenci in ceramica ma non avevo mai sentito parlare di esemplari in panno”.

 

Effettivamente i soggetti religiosi in ceramica prodotti da Lenci ammontano a circa cento, prodotti da vari artisti. Fra gli artisti della casa sempre restia a tali rappresentazioni fu la signora Lenci Scavini che si dedicava prevalentemente a soggetti più profani. Nonostante ciò l’apertura del catalogo Lenci del 1925 è proprio una madonna con Bambino. Il catalogo del 1925 è sicuramente uno dei più belli della produzione Lenci e contiene quasi tutti i modelli orientali (Fukuruco, Hu Sun. Li Tia Guai, Butterfly, Dshang go), il Mozart, i due danzatori russi e le grandi lady (Colombina, Katinka, Raquel Meller e la Contessa Maffei). In questa grande varietà di modelli disegnati in massima parte dalla signora Lenci, spicca effettivamente questa madonna in panno che non verrà mai più ripetuta in altri cataloghi. Questa circostanza rende possibile esprimere un parere sul pezzo anche senza la fotografia partendo dalla presunzione che sia in buono stato.

Descriviamo meglio l’oggetto in questione; la Madonna è assisa in una base ovale circondata dalla gonna in panno rosso decorato con una greca dorata. E’ coperta da due veli il sottostante in panno bianco e il superiore in panno ricamato con fiori. La testa è soprastata da un’aureola di legno. Il bambino è avvolto in fasce bianche con il bordo blu. Il volto della madonna è il modello 262 mentre il bambinello, lo stampo 301 usato solo in questo caso. Complessivamente la bambola è alta 28 cm.

L’effetto complessivo della bambola è molto dolce ma è un’icona e non un giocattolo. Commercialmente non ebbe molto successo e fu prodotta in pochi esemplari dei quali ne sono giunti solo alcuni. Negli ultimi anni della ditta è stata proposta una riedizione di questa bambola ma non è un oggetto paragonabile.

Si tratta di un reperto di elevata rarità ma poco conosciuto dai collezionisti la valutazione di mercato in buone condizioni è tra 1500 € e 2000 €.

 

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Risponde l'esperto Silvano Pasquali:

Francobolli: rarità


francobolloDurante il 1945 un francobollo del Regno d’Italia da venti centesimi, della serie imperiale del 1929, fu sovrastampato con la dicitura “prestito per la libertà 1945”, su quattro righe e due rettangoli verticali, utilizzati per cancellare i fasci littori.

 Questo francobollo, sovrastampato a cura della Cassa di Risparmio di Lucca, fu regolarmente venduto agli sportelli della Posta Centrale di Viareggio, a seguito di accordi fra la suddetta banca e la direzione postale provinciale. Serviva a propagandare la sottoscrizione del prestito 1945, che stava per essere emesso. Il francobollo ha avuto regolare validità postale a tutti gli effetti e si conoscono lettere raccomandate spedite anche da altre città della Toscana.

 La quartina di questi francobolli è piuttosto rara. La rarità è dovuta al fatto che l’impiegato postale consegnava soltanto cinque pezzi a persona, già preparati, per comodità in strisce verticali di cinque pezzi.

 Nella composizione del cliché sono stati commessi numerosi errori: il più clamoroso riguarda la data, 1954 anziché 1945, nella posizione n°96 del foglio di cento esemplari.

 Nel progetto iniziale la sovrastampa doveva essere apposta sul francobollo della serie imperiale da lire due, ma non fu possibile reperirne una quantità sufficiente per giustificare la tiratura: Esiston o tuttavia pochi esemplari di prova.

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Risponde l'esperto Domenico Inzerillo:

Lettera di Giovanna da Milano

Giovanna da Milano scrive “Ho trovato ad Arezzo questo Pinocchio ormai da tre anni, mi ha attratto l’espressione inconsueta e la completezza del corredo che mi pare originale. Non sono mai riuscita a identificare la marca, anche se mi hanno detto che potrebbe trattarsi di un prodotto artigianale. E’ alto 50 cm, e il corpo è di legno molto asciutto. Le sarei grata se potesse aiutarmi in questa mia ricerca”.

 

Le foto che mi ha inviato sono esplicite ma, per i lettori, descrivo piùcompletamente il burattino di Giovanna. La testa è in cartapesta con un modellato caratterizzato da un ampio sorriso con l’esibizione di una nutrita chiostra di denti. Il viso è allungato e proteso nel naso che ne costituisce l’elemento dominante. Non si tratta, come in altri casi di Pinocchio di differenti costruttori, di un grande naso inserito su di un viso normale, ma di un modellato integrato con la spropositata protuberanza che nel complesso lo rende sicuramente particolare e interessante. Il corpo di legno, completamente articolato, pur nella sua semplicità permette di assumere molte diverse posizioni. Il vestito è da scolaro con la caratteristica borsa a tracolla. Il cappello è di feltro con una camicia di cotone operato e calzoncini di velluto.

Esemplari di questo tipo sono emersi nel corso degli anni di varie misure, quella da Lei trovata è la più comune. Nonostante l’indubbio interesse di questo burattino non si riuscì a dargli un padre fino a una ventina di anni fa quando si mise mano agli archivi Furga. L’esperienza di produzione di Furga inizia intorno al 1870 con la produzione di maschere di cartapesta e, in seguito, di pupazzi e bambole. Il Pinocchio trovato da Giovanna è una produzione che risale al 1880 ed è raro trovarlo in buone condizioni con il vestito originale. La parte di solito danneggiata è il naso e il restauro non è semplice. Mi pare di ricordarne due esemplari, non in vendita, nella vetrina di un pittore sull’alza ia Naviglio Grande a Milano.

Si tratta di un reperto abbastanza ricercato dai collezionisti e, nonostante il materiale povero, la valutazione di mercato raggiunge i 500 – 700 €.

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Risponde l'esperto Domenico Inzerillo:

Lettera di Giorgia da Milano

“In occasione dell’ultimo Mercante in Fiera a Parma ho acquistato questo bambolotto a due facce da un mercante di Firenze che tratta mobili. Non ha saputo darmi indicazioni su marca o provenienza, il corpo è sicuramente vecchio e alla base del collo sono marcate una T in corrispondenza della testa con il berretto rosso e una O per quella con il copricapo verde. Inoltre vi sono anche dei numeri ma sono poco leggibili. Mi hanno attratto le due facce Googlie ma vorrei sapere di cosa si tratta, è un pezzo originale o una produzione moderna? Non sono troppo preoccupata del valore poiché l’ho acquisito per il prezzo del corpo”.

 

 

 Si tratta di un reperto interessante per trattare del quale è necessario narrare una piccola storia. Negli anni Ottanta sono di colpo comparsi sul mercato alcuni lotti di teste googlies tutte della stessa misura e caratterizzate da essere teste chiuse e dotate di cappello modellato nella ceramica e finemente dipinto. Gli occhi guardano di lato e la bocca è aperta in un sorriso detto tecnicamente “water melon”. Alla base del collo sono incise delle lettere maiuscole e il numero della taglia. Partendo dallo stesso stampo i vari cappelli identificano soggetti di diversa nazionalità (in maggioranza soldati) ognuno caratterizzato dalla scritta ELITE e da una lettera; tranne che nel googlie a due facce per il quale la scritta Elite è stata omessa per limitazioni di spazio.

Si tratta del ritrovamento fortunoso di un blocco di teste prodotte nel periodo 1915-1917 da Max Handwerk a Walterhausen nel triangolo della Turingia. Probabilmente per questioni belliche (I guerra mondiale) e il successivo fallimento della fabbrica nel 1925, queste bambole non furono mai immesse sul mercato e gli esemplari pervenuti sono solo la prima produzione prototipale. Il corpo originariamente previsto era di tipo toddler (gambe e braccia dritte) ma giacché sono giunte principalmente teste queste sono state in seguito montate anche su corpi da bebè come nel caso di Giorgia.

Le lettere presenti alla base del collo possono così essere decodificate:

D: Germania (Deutschland)

T: Turchia

O: Austria (österreich)

J: Giappone (Japan)

US: Stati Uniti

E: Inghilterra (England)

Fatta questa premessa, nel caso specifico, si tratta del solo modello ELITE a due facce che rispettivamente rappresentano: un soldato turco (fez rosso con stella e mezzaluna e una lettera T sul collo) e un soldato austriaco (berretto verde e lettera O alla gola). Trattandosi di un soldato il corpo da bebè, per quanto tenero, è un po’ incongruo ma non dovrebbe essere difficile trovare un corpo adatto.

Per quanto riguarda il valore di mercato del ritrovamento, con un corpo adeguato e vestito con una divisa, direi tra i 1800 ed i 2300 euro.

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