Trasformazione di linguaggi

Collezionisti di hard disk

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di Simone Bardazzi

Quando ero ragazzino, il computer era una scatola magica collegata a un registratore a cassette, dalla quale prendevano vita i meravigliosi videogiochi degli Ottanta. Il mio computer non era bianco con la melina, come oggi, ma marrone, con i tasti neri che facevano un “click-clack” caratteristico. Si trattava del Commodore 64, e aveva 64 kbyte. Consolle simbolo degli anni Ottanta, alla quale arrivavo dopo un paio di anni di lotte con la sua versione più antica ed economica: il VIC20. Non potete capire il mio stupore, quando ho scoperto che in molti la compravano per farla a fette ed estrargli la primitiva scheda audio, dall’avveniristica risoluzione di 8bit: il SID64. Ricercatissima dai produttori di elettronica e di musica dance.