Un brindisi memorabile
Le capsule dello spumante
commenti (0)di Beatrice Conti
Il più delle volte non le si presta attenzione e la si getta con tappo e gabbietta. Ma quello che appare un semplice elemento decorativo è in realtà un oggetto fondamentale con una lunga storia alle spalle.
Stiamo parlando di capsule, plaques de muselets, plaques de cava, ovvero di quei lamierini posti sulla calotta dei tappi di sughero e fermati ai collarini delle bottiglie di spumanti, champagne o cava con gabbiette in filo d’acciaio.
Le confessioni di un goloso
Cucine e dintorni
commenti (0)di Vittorio Colombani
Dal numero 21 de Il Curioso:
Ho cominciato, senza accorgermene, a raccogliere interni di cucina circa venticinque anni fa e ora la collezione annovera quasi duecento pezzi. C’è un po’ di orgoglio nel citare numericamente una cifra importante come questa ma riunire, nel corso degli anni, così tanti e disparati oggetti all’insegna della cucina mi ha dato molta gioia.
L'ora dell'aperitivo
La collezione Campari
commenti (0)di Settimia Ricci

Campari festeggia i 150 anni del marchio presentando la sua Galleria.
Campagne pubblicitarie e immagini da collezione raccontano la storia del famoso marchio Campari all'interno dello storico stabilimento di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, con un percorso il cui filo conduttore è il rosso brillante, fluido e fluorescente che richiama l'arcinoto aperitivo.
Ai piedi di una bionda spumeggiante
I sottobicchieri
commenti (0)di Fulvio Nessi e Maurizio Pion
L’universo birrario offre al collezionista una miriade di stimoli per iniziare e sviluppare una collezione a tema. Esiste infatti la possibilità di raccogliere bicchieri e sottobicchieri, bottiglie con tappo in ceramica e barattoli, etichette e tappi a corona, vassoi e insegne, et altera, a seconda delle proprie inclinazioni e, non da ultimo, dello spazio a disposizione in cui riporre, catalogare e conservare la propria collezione.
Volendo quindi iniziare un excursus nell’universo del collezionabile birrario crediamo sia giusto partire dai sottobicchieri perché, diciamolo pure, chi di noi non ha, magari in fondo a un cassetto dimenticato, almeno uno di questi simpatici cartoncini, in ricordo di qualche memorabile viaggio o inconfessabile bevuta…?
Dame a tutto busto
Dalla collezione di Iro Novak
commenti (0)di Elisabetta Pozzetti

Il nome preannuncia già un paradosso: perché se sono dette “pincushion dolls”, niente hanno delle bambole se non la fissità dello sguardo e l’inanimata fattezza.
Non nascono per predisporsi a un’attività ludica, né per pura e semplice necessità decorativa.
Hanno cioè la parte superiore del corpo che si ostende in una molteplice e versatile varietà di figure dai lineamenti fini e dall’estetica ricercata, mentre la parte inferiore rivela, anche solo parzialmente, la loro destinazione pratica: portaspilli.
Quasi in loro fosse racchiusa la bipolarità di principesse, per la ricchezza di ornamenti e tessuti, e di Cenerentole per l’utilizzo domestico quotidiano.
Con la fede al dito
Le bomboniere di Vittoria de Buzzaccarini
commenti (0)di Vittoria de Buzzaccarini
Ch’el matrimonio con solenne
Rito al ritorno suo saria tra nui
Mi promise egli ed io’l promisi a lui…
“Se sono rose fioriranno…” dicevano un tempo mamme, zie e nonne osservando, con sorrisi accondiscendenti, gli approcci amorosi che le ragazze di casa coltivavano prima di conclamare il fidanzamento che, nei casi più “etichettati”, veniva annunciato, dopo il dono ufficializzante di promessa – l’anello classico di brillanti – con un biglietto che ciascuna delle due famiglie inviava al proprio ambito di conoscenze. E il fidanzamento inevitabilmente, salvo casi davvero eccezionali, spesso con le rose, sbocciava gioiosamente nel matrimonio.
Piccoli contenitori di ... dolcezza
La collezione di Sara Tagliavini
commenti (1)di Settimia Ricci
Nel 1908 Loic de Combourg e Francois de la Tourasse depositarono il loro brevetto del contenitore per l'imballaggio dello zucchero a pezzi. Nel 1909 Ernest Picard ideò un involucro cartaceo atto a contenere "zucchero igienico in bustina, per unità differenti, protetto dalle mosche e dai microbi della polvere".
In Italia fece la sua comparsa solo dopo la seconda Guerra Mondiale.
Ecco, quindi, a voi la bustina di zucchero!
Passione in blu
I Puffi
commenti (0)di Fabrizio Ponciroli
“Noi Puffi siam così, noi siamo tutti blu, puffiamo suppergiù, due mele e poco più…
”, chi non conosce questa canzoncina? Stiamo parlando della sigla dei Puffi, una delle serie televisive più amate dai piccini di tutto il mondo. Ma c’è anche chi, sebbene non sia più un bambino, ha ancora un trasporto viscerale per i simpatici Puffi.
In barba alle mode
Collezionare i rasoi elettrici
commenti (0)di Simone Bardazzi
“Ogni cosa rappresenta un’epoca” mi dice al telefono, con malcelato entusiasmo, Sergio Bissoli, appassionato collezionista, che tenta di spiegarmi il fascino di farsi la barba con un rasoio elettrico degli anni Cinquanta e Sessanta.
Tempestati di pietre preziose
Alberelli sfavillanti
commenti (0)di Vittoria de Buzzaccarini

Colorati, allegri, spiritosi, scintillano alla luce del giorno, della sera e a quella più tenue delle candele. Ornano la tavola natalizia come segnaposti, o come centro tavola nelle occasioni festose.
Sono oggetti per un collezionismo ambivalente: sia di chi raccoglie oggetti e simboli natal-dicembrini e sia di chi cerca quegli oggetti che i veneziani del Settecento identificavano come “zogie da falso” quegli ornamenti, cioè, che dal xx secolo sono correntemente noti come bigiotteria.
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