In barba alle mode

Collezionare i rasoi elettrici

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di Simone Bardazzi

“Ogni cosa rappresenta un’epoca” mi dice al telefono, con malcelato entusiasmo, Sergio Bissoli, appassionato collezionista, che tenta di spiegarmi il fascino di farsi la barba con un rasoio elettrico degli anni Cinquanta e Sessanta.

Trasformazione di linguaggi

Collezionisti di hard disk

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di Simone Bardazzi

Quando ero ragazzino, il computer era una scatola magica collegata a un registratore a cassette, dalla quale prendevano vita i meravigliosi videogiochi degli Ottanta. Il mio computer non era bianco con la melina, come oggi, ma marrone, con i tasti neri che facevano un “click-clack” caratteristico. Si trattava del Commodore 64, e aveva 64 kbyte. Consolle simbolo degli anni Ottanta, alla quale arrivavo dopo un paio di anni di lotte con la sua versione più antica ed economica: il VIC20. Non potete capire il mio stupore, quando ho scoperto che in molti la compravano per farla a fette ed estrargli la primitiva scheda audio, dall’avveniristica risoluzione di 8bit: il SID64. Ricercatissima dai produttori di elettronica e di musica dance.

Lavori in corso

Il Meccano

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di Simone Bardazzi

 

Ideare e creare macchine attraverso la costruzione attenta di strutture funzionanti in scala ridotta è un gioco educativo? No... è molto di più!

 

Per l’architetto genovese Mario Rizzi, il Meccano é sempre stata una cosa intima. Una passione da coltivare a casa, in solitudine, ma con grande entusiasmo. È proprio lui che introduce il sottoscritto a un mondo di barrette perforate, pignoni, giunti cardanici, modellini e modellisti geniali. Dalla sua voce traspare la passione di chi attraverso questi meccanismi più o meno complessi ha scoperto una propria inclinazione, che è diventata professione. Una passione che lo ha portato a collezionare con scrupolo il Meccano, a fare ricerche sulla sua storia e cercare di capire quello che questo gioco ha rappresentato per milioni di ragazzi in tutto il mondo. Ben presto tutto quello che ha imparato diventerà un libro e, senz’altro, torneremo a parlarvene.