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Museo delle poste britanniche

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di Silvia Roncucci

MUSEO: Bath Postal Museum, 27 Northgate Street, Bath,

BA1 1AJ 

Aperto dal lunedi al sabato dalle 11-17 (16.30 in inverno)

 

www.bathpostalmuseum.co.uk

 

info@bathpostalmuseum.org

tel. 01225 460333

 

 

Il "Postal Museum" di Bath è un piccolo e delizioso museo collocato nel cuore dell'elegante cittadina georgiana del Sud-Ovest dell'Inghilterra. E non si trova qui a caso: in passato, infatti, la storia del centro termale è stata strettamente legata allo sviluppo delle poste britanniche. 

Il primitivo sistema postale prevedeva che ogni missiva, da qualsiasi località provenisse, dovesse passare dall'ufficio centrale di Londra, il che, come si capisce, rendeva gli spostamenti delle lettere lenti e macchinosi.

Tale meccanismo subì un rivoluzionario cambiamento a fine Settecento, quando Bath divenne una località alla moda, frequentata dal jet set internazionale che si recava ai bagni in quanto luogo di cura e soprattutto di piacere. Gli illustri frequentatori delle terme non potevano permettersi di far continuare i propri affari con intollerabile lentezza, e fu così che naque la necessità di rendere più rapidi ed efficaci gli scambi postali con il resto del paese. Grazie al primo "postmaster" della città, Ralph Allen, Bath fu dotata di un ufficio da cui le lettere potevano partire e andare direttamente a destinazione, senza passare obbligatoriamente dalla sede londinese. 

Il modellino di uno degli antichi uffici postali, risalente al 1840, è visibile nella prima sala del museo – "Room of the Firsts" – dedicata ad esemplari unici del mondo filatelico. Si tratta di una ricostruzione lignea relativa ad un momento non causale della storia di quest'ufficio pubblico. Fu proprio da qui, infatti, che venne inviata la prima lettera con francobollo, il mitico Penny Black, il 2 maggio 1840, vale a dire ben quattro giorni prima che entrasse ufficialmente in corso!

E questa non è che una delle numerose "primizie" che la sala ci riserva. Tra di esse compare una cartolina che fu tra quelle trasportate dal primo volo aereo postale nel 1912, sulla tratta Bath-Londra, di cui rimangono anche testimonianze fotografiche. 

Segue la sala principale dell'allestimento, una gran parte del quale è dedicata ai più piccoli.

Ad essi sono destinati numerosi giochi interattivi che permettono loro di conoscere alcuni dei personaggi che hanno fatto la storia delle poste inglesi. Tra di essi figura John Palmer, pioniere del settore, il quale, il 2 agosto 1784, volle provare che una carrozza leggera poteva ricoprire la distanza Bath-Londra in sole quattordici ore di viaggio notturno. La prova ebbe grande successo e la nuova rete di trasporti su ruote fu estesa rapidamente in tutto il Regno Unito. A riprova del valore storico dell'evento in mostra è esposto un modello in scala 1.8 delle celebre carrozza.

Grande spazio è dato anche alla storia delle poste in epoca vittoriania, periodo in cui venne inventata la rivoluzionaria macchina perforante per i francobolli, che semplificava notevolmente la divisione dei prodotti filatelici. In esposizione compare anche la ricostruzione di un ufficio postale dell'epoca, con le varie figure che lo animavano, come il capo ufficio, il ragazzo del telegrafo, la telegrafista e l'immancabile felino, animale assai utile,

dato che contribuiva a tenere lontani dalle buste di carta vermi e ratti e che, per tale motivo, era mantenuto a spese del personale. Non è un caso che un famoso cartone animato britannico abbia come protaginista il postino Patrick – "Postman Pat" - sempre accompagnato dal fidato micio bianco e nero. 

L'attenzione dei più curiosi sarà sicuramente attratta da alcuni oggetti in mostra che ripercorrono la storia della comunicazione postale risalendo davvero alle origini.

A partire dalla cassetta di argilla sumera contenente un messaggio, anch'esso di terracotta, che costituisce un vero e proprio antenato della lettera, datato 4000 a.C, epoca in cui solo alle famiglie nobili era permesso inviare comunicazioni del genere, che, vista la loro importanza, dovevano rimanere assolutamente segrete. 

Di sicuro non sfuggirà la pecularità di uno dei pezzi in mostra, una lettera ottocentesca redatta in ben quattro direzioni di scrittura per risparmiare sull'elevato costo della carta.

Fino al 1840, infatti, le missive venivano pagate a spedizione e il prezzo variava con il variare della distanza e del numero di pagine. Di conseguenza si cercava di usare meno pagine possibile e si evitavano le buste, perchè venivano pagate come un foglio di carta aggiuntivo. Con l'introduzione del francobollo il costo venne fissato ad un penny per tutte le lettere che non superavano un' oncia. 

Vista l'importanza assunta dal peso dei messaggi cartacei,  anche il ruolo delle bilance divenne di conseguenza fondamentale.

Numerosi sono gli esemplari  esposti, tra cui singolari bilance smontabili e portatili che risultavano particolarmente utili all'epoca in cui la Gran Bretagna controllava vasti domini e c'era bisogno di oggetti pieghevoli e facilmente trasportabili.

 

Di sicuro tra Otto e Novecento la rapidità delle comunicazioni deve essere aumentata davvero esponenzialmente, se troviamo in mostra addirittura scatole per il trasporto per via postale di...uova e burro!

Nei pannelli finali dell'allestimento i visitatori vedranno elencati nomi noti del mondo di politica, cultura e spettacolo che sono stati attratti dalla filatelia, celebri collezionisti come il Marchese di Bath, il presidente statunitense Franklin Roosvelt e l'indimenticato cantante Freddy Mercury. 

Il museo vanta inoltre una lunga lista di "amici", tra cui l'attore inglese Richard Briares, che si sono adoperati a pubblicizzarlo e sostenerlo economicamente.

Per gli amanti del settore e non solo sarà dunque un grande piacere visitare questo scrigno di storia, magari cogliendo l'occasione per fare un salto allo sfavillante mercatino di Natale, che rallegra le strade di Bath dal 24 novembre all'11 dicembre 2011.