Le donne di Manara

Le stanze del desiderio

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di Silvia Roncucci

MOSTRA: Le stanze del desiderio, Siena, Complesso museale Santa Maria della Scala,

dal 1 ottobre 2011 all' 8 gennaio 2012.

Orario: tutti i giorni compresi i festivi 10,30/19,30

Biglietti: Intero: 10 euro; ridotto e convenzioni: 6  euro - Gruppi minimo 15 massimo 25 persone, minori di 18 anni e maggiori di 65; detentori di appositi coupon e possessori di tessera ACI, TCI, COOP, UNPLI.

Studenti di ogni ordine e grado: 4 euro

Gratuito: Bambini fino a 6 anni, disabili e accompagnatori, funzionari del Ministero Pubblica Istruzione e Beni e Attività Culturali.

La tranquilla routine della cittadina di Siena è scossa da una rassegna ad alto tasso di seduzione, Le stanze del desiderio, in corso fino all'8 gennaio presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala.

Attraverso l'esposizione di circa trecento opere si ripercorrono quarant'anni di creatività di un genio assoluto della letteratura figurata, Milo Manara, omaggiato per la prima volta con un'antologica curata da Claudio Curcio.

Gli inizi di Manara sono quelli canonici dello studente di belle arti, ma la tela in mostra nella prima sala dell'esposizione già ce la dice lunga sulla strada che avrebbe da lì a poco intrapreso. L'artista si ritrae di spalle nell'atto di dare un calcio ad una mucca, rivolgendo allo spettatore un ultimo beffardo sorriso, facendoci così comprendere la sua chiara volontà di darci un taglio col passato e scegliere un diverso mezzo di espressione: il fumetto.

Alla presa di coscienza di questa nuova via da percorrere seguono anni di formazione in cui l'artista collabora con riviste di un certo livello, finchè non realizza la sua la sua prima vera opera di rilievo, le storie di "HP e Giuseppe Bergman", edite nel '77 dalla casa editrice francese Casterman. Le iniziali "H e P" ci fanno capire l'importanza che ricopre per il giovane Manara il rapporto con Hugo Pratt, suo maestro, mentore e amico, di cui è in mostra una missiva inviata all'allievo nel 1982.

Le avventure di Bergman, personaggio a mezza via tra Manara stesso e l'allora assai quotato Alain Delon, diventano per il fumettista un mezzo di meditazione sociale, d'indagine introspettiva, dove riportare la proprie esperienze di vita, i viaggi, le figure conosciute.

Numerosi sono i "compagni di viaggio" di Manara di cui si dovrebbe far menzione, non solo Pratt - che gli dispensa fondamentali consigli tecnici e gli permette di mettere su carta due sceneggiature di sua mano - ma anche l'indimenticato Federico Fellini, con cui gli elementi in comune sono davvero innumerevoli. Ambedue amano il medium grafico, ambedue sono affascinati della bellezza femminile e non perdono occasione per celebrarla nelle rispettive opere. Manara, come è noto, ha anche il compito di illustrare due storie di Fellini, tra cui "Il viaggio di G.Mastorna detto Fernet", che avrebbe dovuto tradursi in un film, purtroppo mai realizzato.

Grazie alla rassegna senese il pubblico ha la possibilità di conoscere aspetti dell'artista ancora poco noti al livello nazionale, come la collaborazione con lo sceneggiatore Alejandro Jodorowsky per la storia de "I Borgia", dove sesso e sangue si mischiano in un'opera studiatissima in ogni minimo dettaglio figurativo e assai ricercata dal punto di vista della verosimiglianza storica.

Del resto, Manara già in precedenza si era dedicato ai temi della storia, una delle sue grandi passioni, ad esempio per l'ottima illustrazione della "Storia d'Italia" di Enzo Biagi.

Chi ancora non ne fosse al corrente attraverso Le stanze del desiderio può conoscere l'impegno di Manara nel campo d'illustrazione libraria, cinema, teatro, pubblicità, e le numerose collaborazioni - in parte ancora in corso - con personalità di grande spessore e di respiro internazionale, da Pedro Almodovar a Luc Besson, da Nicola Piovani a Adriano Celentano.

Ma non è solo grafica quella in mostra a Siena. Dopo un lungo periodo di abbandono della tecnica pittorica, negli anni '90 Manara riprende in mano il pennello per elaborare un tema che gli era stato caro già dai tempi della formazione accademica, quando si esercitava nella raffigurazione del nudo femminile ritraendo le modelle fornite dalla scuola. "Il pittore e la modella" è, infatti, il titolo della parte più originale della mostra, che espone diverse versioni del tema, dove il variare dei soggetti porta l'artista anche a modificare stile e tono dell'opera.

Ed ecco allora che ci imbattiamo in Picasso con la sua musa accovacciata trasfigurata in un'immagine cubista, nella donna-assassina di Munch o nella morbida modella dalla chioma immancabilmente fulva di Tiziano.

Lungo il percorso della mostra ritroviamo eroi ed eroine di Manara, come il citato Giuseppe Bergmann o le belle Miele e Claudia. Sebbene l'artista non abbia mai scelto un eroe specifico da rendere portavoce esclusivo del suo pensiero, non possiamo non ritornare con la memoria a quella frequente immagine femminile dalle gambe affusolate, il volto angelico e i capelli arricciati che l'artista dichiara di scegliere come fa un regista con un'attrice a cui decida di far interpretare più di una parte.  Questa, come molte altre figure femminili, esce dalla matita di Manara rivendicando, come dice l'autore stesso, il proprio diritto all'esistenza.

I personaggi, i compagni di viaggio, le esperienze di Milo Manara sono fusi in un'atmosfera suggestiva, dove le musiche di sottofondo all'allestimento della mostra, le immagini video e le voci di noti protagonisti del mondo artistico e culturale, si affiancano e sovrappongono nel darci testimonianza della sua opera.

Che sia storico o sociale, onirico, lussurioso o decisamente esplicito, il linguaggio di Manara ce lo mostra per quello che è: un grande maestro dell'illustrazione, un'icona universalmente conosciuta del mondo del fumetto, meritevole di un'esposizione di ampio respiro che raccolga tutto il meglio della sua produzione. In attesa del prossimo, geniale, lavoro.